Domani alle 18 a Roma, Pza S.Apostoli, il PD fa una manifestazione in difesa della Costituzione. Aderisce Idv. Parla Oscar L Scalfaro.
Mi va bene: nel mio intervento all'Assemblea Costituente del PD del Giugno 2008 dissi a un Veltroni sperduto - parafrasando il Bill Clinton del 1992: il problema ... "it's the Constitution, stupid!". (http://en.wikipedia.org/wiki/It's_the_economy,_stupid). E’ il problema dell'Italia: la nostra splendida Costituzione è violata, inattuata, non aggiornata: sto parlando dei nostri diritti ad inserirci nella società e a partecipare. E’ anche il problema del PD: diciamo di difenderla e (quando siamo al governo e abbiamo il potere di intervenire) non lo facciamo... e la gente si sente presa per i fondelli, da politici "magna magna", affamati di potere, che si sono posti al di sopra dei controlli e delle leggi, loro e le loro cordate; fino a mettere l'intero paese in ginocchio, fino a ridurre la democrazia italiana a un simulacro.
Ora manifestiamo un'altra volta per la Costituzione, come facciamo sempre quando la destra è al governo. Bene! Anch’io, vengo. Ma sia chiaro: il PD non sarà credibile finché non si impegnerà solennemente con gli elettori che - non appena al governo - restaurerà la democrazia CHE NON C'E' PIU', anche se il regime attuale (oligarchico e semi-autoritario --> http://www.carnegieendowment.org/publications/index.cfm?fa=view&id=1139) non è ancora né una dittatura né un regime totalitario. Il PD deve impegnarsi a ristabilire la legalità costituzionale, mettendo i politici e le loro cordate sotto controllo, ristabilendo il pluralismo dell'informazione, ridando ai cittadini il potere di scegliere o di mandare a casa i suoi rappresentanti in Parlamento, ristabilendo l'equilibrio fra il potere esecutivo (ormai abnorme) e gli altri poteri dello Stato (Parlamento, Magistratura, Autorità Garanti), "quorum" adeguati per le modifiche costituzionali anche in caso di leggi elettorali "maggioritarie", restaurando il criterio del merito invece di quello politico nella p.a, negli ospedali, nell’Università, tagliando i privilegi della casta politica e i suoi conflitti di interesse, i finanziamenti ai partiti, le leggi “ad personam”, ecc. ecc. Altro che politicizzare (persino) il CSM, caro Violante! Per recuperare la credibilità persa e vincere il "malanimo", la rivolta morale dei cittadini democratici, al PD non basta più neppure fare promesse (che pure ancora non riesce a fare, date le idee confuse e contraddittorie che lo guidano). Deve anche presentare proposte dettagliate, chiare, concrete, radicali, nette, coerenti, che non lascino spazio ai dubbi. E deve dare spazio - al suo interno - alle donne e agli uomini democratici capaci di farle camminare; gente che nella società civile ha studiato le soluzioni, ha una visione coerente del futuro che vogliamo, la competenza e la credibilità per realizzarle. In questo senso, considero la Conferenza Programmatica del 17 Aprile l'ultima possibilità che ha Veltroni per evitare una fine politica che rischia di coinvolgere anche il PD. Auguri!
mercoledì 11 febbraio 2009
venerdì 6 febbraio 2009
La trappola del caso Englaro
Oggi mi sono imbattuto in una manifestazione contro Berlusconi sul caso Englaro: bandiere della CGIL e di Rifondazione, e altre... Slogan, grida. Ho pensato che su un tema così delicato, così misterioso come la vita, così intimo, con una famiglia che soffre sbattuta in prima pagina e tirata da tutte le parti, non me la sarei sentito, personalmente, di scendere in piazza a manifestare. Stessa cosa le manifestazioni per la vita attorno alla clinica dove è ricoverata la Englaro. Vorrei molto più raccoglimento, molta più riflessione, molto più ascolto, molta più umiltà di fronte al dolore e al mistero.
Anche perché Berlusconi attizza per farci dimenticare altri problemi, divide per imperare, provoca per suscitare le nostre reazioni (il più scomposte possibile) sul terreno che lui sceglie nel momento che lui sceglie. Una trappola. Il caso Englaro va avanti da mesi e anni, e solo ora ha deciso di affrontare il problema, con un Decreto Legge?!?
In questi mesi sto studiando il tardo impero (e Bisanzio). Ogni volta che un imperatore sollevava questioni religiose o etiche, l'opinione pubblica si infiammava e si divideva, lo stato si indeboliva, e i barbari facevano progressi... Non è saggio dividere in questo modo un paese in crisi. Capisco l'importanza della legge sul testamento biologico: ma c'è modo e modo.
Anche perché Berlusconi attizza per farci dimenticare altri problemi, divide per imperare, provoca per suscitare le nostre reazioni (il più scomposte possibile) sul terreno che lui sceglie nel momento che lui sceglie. Una trappola. Il caso Englaro va avanti da mesi e anni, e solo ora ha deciso di affrontare il problema, con un Decreto Legge?!?
In questi mesi sto studiando il tardo impero (e Bisanzio). Ogni volta che un imperatore sollevava questioni religiose o etiche, l'opinione pubblica si infiammava e si divideva, lo stato si indeboliva, e i barbari facevano progressi... Non è saggio dividere in questo modo un paese in crisi. Capisco l'importanza della legge sul testamento biologico: ma c'è modo e modo.
il PD ha ancora senso e speranza?
Camilleri propone una alleanza fra Di Pietro e i senza partito, alle elezioni Europee di Giugno, qui:
http://www.a.marsala.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3176:-camilleri-alle-elezioni-europee-una-alleanza-tra-senza-partito-e-di-pietro&catid=36:politica&Itemid=176
Ha ancora senso lavorare per e nel PD?
Quando non danno spazio a chi non viene dai vecchi partiti...
Quando il partito è gestito sulla base di meccanismi di partecipazione fintamente democratici, in realtà basati sulla cooptazionie...
Quando il progetto-paese che propongono è più vicino a quello semi-autoritario di Berlusconi che a quello di democratizzazione/meritocratico di Obama?
Io aspetto la Conferenza Programmatica di metà Aprile. Un Veltroni disperato ha una sola via d'uscita: adottare un programma radicale - per il paese e per il partito -, basato sul ripristino della democrazia. Aprire la strada non a vecchi, ma a nuovi leader è l'unico modo per salvare il PD, e uscire dignitosamente di scena. Lo farà?
http://www.a.marsala.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3176:-camilleri-alle-elezioni-europee-una-alleanza-tra-senza-partito-e-di-pietro&catid=36:politica&Itemid=176
Ha ancora senso lavorare per e nel PD?
Quando non danno spazio a chi non viene dai vecchi partiti...
Quando il partito è gestito sulla base di meccanismi di partecipazione fintamente democratici, in realtà basati sulla cooptazionie...
Quando il progetto-paese che propongono è più vicino a quello semi-autoritario di Berlusconi che a quello di democratizzazione/meritocratico di Obama?
Io aspetto la Conferenza Programmatica di metà Aprile. Un Veltroni disperato ha una sola via d'uscita: adottare un programma radicale - per il paese e per il partito -, basato sul ripristino della democrazia. Aprire la strada non a vecchi, ma a nuovi leader è l'unico modo per salvare il PD, e uscire dignitosamente di scena. Lo farà?
giovedì 29 gennaio 2009
La Conferenza Programmatica del PD

Stasera una nostra delegazione di alto livello ha incontrato il sen. Goffredo Bettini, coordinatore della Conferenza Programmatica prevista per metà Aprile. Ne è emerso quanto segue.
La Conferenza si concentrerà su tre grandi temi:
(1) Le ricette contro la crisi economica, e la ricerca di un nuovo modello di sviluppo (crescita; giustizia sociale; e politiche orientate al lungo termine);
(2) La dimensione Europea delle politiche;
(3) La Crisi Democratica in Italia (Riforma della giustizia e squilibri fra i poteri; Funzionamento delle istituzioni; Riforma elettorale e bipolarismo; la crisi democratica nei partiti, compreso il PD: cosa vuol dire fare "un partito nuovo"? Ecc.).
La Conferenza inizierà un venerdì mattina con 5 o 6 grandi gruppi di lavoro - in pratica delle vere assemblee -, continuerà il pomeriggio con le relazioni in aula dei relatori e il dibattito in plenaria, e si concluderà sabato mattino con la relazione finale di Veltroni, che presenterà la proposta del PD al paese.
La fase di preparazione inizierà all'incirca a fine febbraio, con una discussione in Direzione Nazionale di un documento preliminare di base, che verrà poi inviato per la discussione ai circoli e quindi alle Assemblee Regionali del partito. Chi ha delle proposte da avanzare cominci a prepararle.
mercoledì 21 gennaio 2009
Il mondo cambia... e noi?
lunedì 19 gennaio 2009
Primarie vere salva-PD
Il 28 Febbraio a Roma stiamo organizzando (assieme a Scalfarotto, Walter Gallo, Sofri, ecc.) una grande assemblea degli "autoconvocati del PD" provenienti da tutta Italia: per chiedere democrazia vera nel partito (incluse primarie vere).
Oggi su "Repubblica" Mario Pirani chiede "primarie vere" nel PD. Era ora che La Repubblica cominciasse a scaricare questa casta screditata di oligarchi, e i suoi metodi "democratici per finta".
Oggi su "Repubblica" Mario Pirani chiede "primarie vere" nel PD. Era ora che La Repubblica cominciasse a scaricare questa casta screditata di oligarchi, e i suoi metodi "democratici per finta".
venerdì 2 gennaio 2009
La povertà ci riguarda
[Questo pezzo è uscito sull'Unità di oggi]
Caro Segretario del PD,
dato che per diversi anni le nostre letterine a Babbo Natale e alla Befana sono rimaste deluse, quest’anno abbiamo deciso di scrivere a Te.
Siamo due esperti dei problemi del sottosviluppo, e come altri italiani abbiamo dedicato gran parte della nostra vita allo studio ed alla promozione dello sviluppo nel mondo. Siamo rimasti affascinati dalla gioia di popoli lontani, dal loro entusiasmo e dalla loro accoglienza. In questo inizio del 2009, mentre alcune regioni del mondo (Cina, India), hanno avviato un processo di crescita, in altre aree i problemi sono ancora gravissimi. Il 41 percento della popolazione africana sopravvive con meno di 1 dollaro al giorno. In Etiopia solo il 23% della popolazione ha accesso all’acqua potabile; in Sierra Leone il 30% dei bambini muore prima di raggiungere i cinque anni di vita; in Botswana si vive in media soltanto 35 anni, a causa dell’AIDS. Molti di questi esempi – pensiamo all’Afghanistan - dimostrano come, nel mondo globalizzato, i destini “nostri” e “loro” siano intimamente legati.
Secondo noi, grazie alle opportunità offerte dalle economie di mercato, i problemi della povertà globale sarebbero facilmente risolvibili: il problema è la volontà politica di organizzarsi.
In questo senso, la Cooperazione allo Sviluppo non è solo gestione dell’emergenza umanitaria o della povertà estrema. È soprattutto strategia ed azioni per favorire lo sviluppo equilibrato del mondo, in modo sostenibile e coerente. È quindi anche cura dei nostri interessi, grazie a politiche eque e sostenibili.
Ma in questo noi italiani impegnati “sul campo” soffriamo da tempo per il malfunzionamento della nostra Cooperazione allo sviluppo: finanziamenti minimi, strutture precarie - orientate alla gestione caso per caso più che ad una strategia coerente –, competenze scarse e spesso umiliate. E nessuna produzione di cultura politica per lo sviluppo: l’Italia non è quasi mai in gradi di proporre una filosofia né misure concrete sui temi centrali dello sviluppo, quali commercio e investimenti, mutamenti climatici ed ambientali, brevetti e tecnologie, migrazioni, politiche sanitarie, diritto all’acqua, ecc.
Servirebbe una Agenzia per lo Sviluppo autonoma, a proprietà mista, con un management di qualità, in grado di (1) promuovere politiche economiche coerenti nei “tavoli interministeriali” del nostro governo; (2) rafforzare e valorizzare le sinergie fra esperti, associazioni, enti locali, governo, imprese, università; (3) mobilitare e coordinare la generosità degli italiani.
Questa è la riforma promessa e sempre dimenticata dai leader di sinistra del passato (Prodi compreso). Ma noi vogliamo credere in Te. Per dare una mano ai nostri fratelli poveri non serve “andare in Africa”: sarebbe più utile mettere le cose a posto qui da noi. Il regalo che Ti chiediamo quest’anno, dunque, è una Tua promessa sincera. Quando vincerai le elezioni, impegnati davvero per realizzare una moderna riforma della Cooperazione allo Sviluppo, assieme alle alte competenze del settore ansiose di contribuire a risolvere questi problemi.
Grazie per l’attenzione,
PierGiorgio Gawronski staffgawronski@gmail.com
Carlo Pietrobelli, c.pietrobelli@uniroma3.it
Caro Segretario del PD,
dato che per diversi anni le nostre letterine a Babbo Natale e alla Befana sono rimaste deluse, quest’anno abbiamo deciso di scrivere a Te.
Siamo due esperti dei problemi del sottosviluppo, e come altri italiani abbiamo dedicato gran parte della nostra vita allo studio ed alla promozione dello sviluppo nel mondo. Siamo rimasti affascinati dalla gioia di popoli lontani, dal loro entusiasmo e dalla loro accoglienza. In questo inizio del 2009, mentre alcune regioni del mondo (Cina, India), hanno avviato un processo di crescita, in altre aree i problemi sono ancora gravissimi. Il 41 percento della popolazione africana sopravvive con meno di 1 dollaro al giorno. In Etiopia solo il 23% della popolazione ha accesso all’acqua potabile; in Sierra Leone il 30% dei bambini muore prima di raggiungere i cinque anni di vita; in Botswana si vive in media soltanto 35 anni, a causa dell’AIDS. Molti di questi esempi – pensiamo all’Afghanistan - dimostrano come, nel mondo globalizzato, i destini “nostri” e “loro” siano intimamente legati.
Secondo noi, grazie alle opportunità offerte dalle economie di mercato, i problemi della povertà globale sarebbero facilmente risolvibili: il problema è la volontà politica di organizzarsi.
In questo senso, la Cooperazione allo Sviluppo non è solo gestione dell’emergenza umanitaria o della povertà estrema. È soprattutto strategia ed azioni per favorire lo sviluppo equilibrato del mondo, in modo sostenibile e coerente. È quindi anche cura dei nostri interessi, grazie a politiche eque e sostenibili.
Ma in questo noi italiani impegnati “sul campo” soffriamo da tempo per il malfunzionamento della nostra Cooperazione allo sviluppo: finanziamenti minimi, strutture precarie - orientate alla gestione caso per caso più che ad una strategia coerente –, competenze scarse e spesso umiliate. E nessuna produzione di cultura politica per lo sviluppo: l’Italia non è quasi mai in gradi di proporre una filosofia né misure concrete sui temi centrali dello sviluppo, quali commercio e investimenti, mutamenti climatici ed ambientali, brevetti e tecnologie, migrazioni, politiche sanitarie, diritto all’acqua, ecc.
Servirebbe una Agenzia per lo Sviluppo autonoma, a proprietà mista, con un management di qualità, in grado di (1) promuovere politiche economiche coerenti nei “tavoli interministeriali” del nostro governo; (2) rafforzare e valorizzare le sinergie fra esperti, associazioni, enti locali, governo, imprese, università; (3) mobilitare e coordinare la generosità degli italiani.
Questa è la riforma promessa e sempre dimenticata dai leader di sinistra del passato (Prodi compreso). Ma noi vogliamo credere in Te. Per dare una mano ai nostri fratelli poveri non serve “andare in Africa”: sarebbe più utile mettere le cose a posto qui da noi. Il regalo che Ti chiediamo quest’anno, dunque, è una Tua promessa sincera. Quando vincerai le elezioni, impegnati davvero per realizzare una moderna riforma della Cooperazione allo Sviluppo, assieme alle alte competenze del settore ansiose di contribuire a risolvere questi problemi.
Grazie per l’attenzione,
PierGiorgio Gawronski staffgawronski@gmail.com
Carlo Pietrobelli, c.pietrobelli@uniroma3.it
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