mercoledì 8 ottobre 2008

Crisi finanziaria: lo scenario "C"

“C” come “catastrofe”

Siamo chiari. Cosa rischiamo? Il 30% di disoccupati, e una recessione del 10-12% del PIL. (Ma forse ce la caveremo con la disoccupazione al 10% e una caduta del PIL del 2, 3%. Se il panico verrà fermato). Di chi è la colpa di questa crisi? Dei politici, dei banchieri, e di tutti noi. Che si può fare ancora a livello sistemico? Se c’è uno Stato che può permetterselo, nazionalizzare le banche, poi salvare un po’ di imprese, e i disoccupati. Come mi salvo? Posso mettere al sicuro i miei risparmi? No: nessuna soluzione - neanche mettere i soldi “sotto il cuscino” - è sicura. Conviene puntare sulle relazioni umane, per condividere i problemi che verranno.

Il mondo rischia una recessione del 10%, perché il sistema finanziario globale è insieme il cervello e il sistema linfatico dell’economia globale. E il sistema finanziario per ora ha smesso di funzionare; e non sarà facile salvarlo (del tutto). Senza il sistema finanziario, l’economia reale non regge.

La finanza è per sua natura “instabile”. Lo sapevamo. Raccoglie fondi “a breve” e presta “a lungo” termine. Se pochi risparmiatori rivogliono indietro i soldi, la banca ha delle riserve pronte; ma se tutti assieme li richiedono indietro, nessuna banca al mondo può resistere: gran parte dei soldi semplicemente non ce li ha più, sono nei macchinari delle imprese che finanzia, rientreranno solo con gli anni. La nostra banca può difendersi prendendo a prestito dalle altre banche… a meno che la stessa crisi di fiducia non colpisca tutto il sistema. In questi giorni assistiamo dunque a una sfida sistemica, drammatica (di cui noi stessi siamo i protagonisti spesso negativi). E’ in bilico il nostro modo di vivere, la nostra civiltà. Perché la finanza è la premessa necessaria dell’economia di mercato. (Le banche fiorentine del “400, quelle olandesi del “500 hanno preceduto il grande sviluppo dei secoli successivi). L’economia di mercato è la premessa necessaria di uno sviluppo che – comunque lo si giudichi - ha portato un territorio povero di risorse come l’Italia a sostenere una popolazione di 60 milioni, rispetto ai 18 (di cui 8 affamati) del 1800. E sta facendo lo stesso in Cina, India, Malesia…

Per questo, la finanza va sempre regolata con cura. E’ una tecnologia sofisticata, pericolosa se usata male. Molti oggi danno la colpa della crisi agli “speculatori”, ai futures. La crisi però è nata e si propaga in tutt’altra maniera. Le banche americane hanno concesso mutui immobiliari fino al 100% del valore delle case in garanzia: se si fossero limitate al 70% (o ci fosse stata una regola), il crollo dei prezzi immobiliari non avrebbe prodotto tutte queste situazioni di insolvenza che sono all’origine della crisi. Le banche europee (e il "modello europeo") non sono migliori: hanno ricomprato dalle banche USA molti di quei mutui pericolosi, tanto che oggi subiscono perdite anche maggiori. Gli speculatori, intanto, stanno aiutando le autorità: a loro vende la gente in preda al panico, alle “mani forti”, come Warren Buffet (che da solo ha salvato Goldman Sachs, sperando ovviamente di lucrarci negli anni). Dovremmo rinunciare ai derivati, alla finanza moderna perché, come il laser, se usati male sono pericolosi? Anche il gas in casa se usato male è pericoloso. Anche l’automobile: per fortuna ci sono le regole stradali, i controlli, gli esami per la patente: se togliessimo queste infrastrutture, cosa diventerebbero le nostre strade? Così è per la finanza. Le colpe dunque non sono della finanza in quanto tale, ma di come è stata utilizzata; e dei politici che fanno troppi debiti pubblici e interessi privati, che cioè politicizzano le istituzioni, riducono la trasparenza, e piegano le regole al loro comodo (ad es. la supervisione del settore bancario sottratto alla FED dai Bush boys).

La crisi ora si sviluppa. Può essere gestita? Il panico è come il fuoco: era più facile fermarlo all’inizio. I governi sono intervenuti troppo poco, troppo tardi (il panico vero è iniziato con il crack Lehman). Ora non è solo la crisi dei depositi, dal lato del passivo dei bilanci bancari, o la impossibilità di liquidare a valori “normali” i titoli in portafoglio per farvi fronte, dal lato dell’attivo, a mettere in crisi le banche. Anche gli impieghi bancari (l’altra grande posta dell’attivo: le imprese finanziate) cominciano a vacillare. Se i depositi + il capitale di una banca valgono 100, mentre i titoli + gli impieghi 180, la banca è economicamente sana, anche se magari non ha i soldi liquidi per rimborsare i depositanti in preda al panico. La crisi di liquidità, in assenza di banche prestatrici, può essere affrontata per un po’ dalle banche centrali; che infatti in questi giorni prestano somme impensabili, a fronte dei titoli che le banche danno in garanzia (o in vendita, negli USA). Ma se il valore dei titoli e degli impieghi in portafoglio scende a 90, la banca è virtualmente fallita. (Ciò a sua volta mette in crisi l’attivo di altri operatori, in una spirale apparentemente senza fine). Bisogna allora porsi il problema di ricapitalizzare il sistema bancario. Gli inglesi e gli islandesi lo hanno fatto martedì: hanno in pratica nazionalizzato le loro banche principali, anche se non è detto che le somme investite siano sufficienti per salvarle. In America si apprestano a farlo.

In America si apprestano a farlo, anche se si tratta di somme che vanno ad aggiungersi a quelle già deliberate (7% del PIL) per affrontare la crisi di liquidità. Dove le prenderanno? Non stamperanno moneta: venderanno titoli pubblici sui mercati. Lo possono fare. Perché hanno un debito che è solo il 69% del PIL. Ed è per questo che non si può dire: “l’Italia è messa meglio degli altri paesi”. Le nostre banche sono messe (un po’) meglio di altre. Ma se l’ondata finanziaria e quella reale saranno abbastanza forti da mandare “sotto” anche loro, l’Italia non ha (quasi) margini di manovra. Sommando al debito attuale (105% del PIL) una manovra di salvataggio del 10-15% del PIL – in situazioni di panico generale –, la crisi del debito pubblico evitata nel 1992 e nel 1995 diverrebbe probabile: una crisi in grado di portare la disoccupazione al 30%. La crisi del debito italiano sarebbe un evento di impatto globale devastante: ecco perché l’Europa farebbe bene a muoversi di concerto. L’intervento tardivo della BCE avrebbe una sola forma possibile: la monetizzazione del debito, e l’inflazione, la moneta che diventa meno utilie per gli scambi, lo spettro della caduta dei commerci (come nel 1930-39). L’Italia è dunque più solida degli altri solo se l’ondata sarà contenuta; altrimenti è il punto debole dell’economia globale. Lasciarla cadere (come nel caso Lehman) potrebbe essere un errore fatale.

Le autorità italiane si stanno muovendo con ordine, per utilizzare i margini che hanno a disposizione: essendo già garantiti (dal 1997) i depositi bancari, mercoledì hanno esteso la garanzia anche alle obbligazioni bancarie. E’ il modo giusto per consentire alle banche di emetterne eventualmente di nuove e ricapitalizzare senza pesare sullo Stato. Sempreché l’ondata non sia troppo alta: altrimenti queste emissioni non troverebbero sottoscrittori. Manca ancora un piano per sostenere l’economia reale, per difendere la credibilità del debito pubblico, proposte chiare a livello del coordinamento internazionale.

Come salvare i propri risparmi? Le strategie finanziarie difensive hanno tutte dei rischi. Azioni? Stanno crollando. Obbligazioni? Sempreché l’impresa emittente regga. Gli immobili? I prezzi scenderanno ancora. Mettere i soldi sotto il materasso? C’è il rischio inflazione, con tutti i salvataggi che bisognerà fare. In realtà, la distribuzione dei sacrifici dipenderà soprattutto dalle scelte politiche. Forse però sta giungendo il momento di comprare azioni: sembrano rischiose, ma offrono anche maggiori opportunità: la borsa italiana ha già perso il 50%, come anche molte borse asiatiche o sudamericane. Ma forse la cosa più saggia l’ha detta il papa: investite in qualcosa di più solido del denaro, come le relazioni umane, le reti di solidarietà. Non costano nulla, riducono l’ansia e l’incertezza economica, sono piacevoli... e quando si perde il lavoro, ti salvano!

Le lezioni da trarre sono molteplici. La crisi che ci accingiamo a vivere non piove dal cielo, non era inevitabile: ha dei responsabili. Non è colpa degli speculatori, né dei futures, ma delle culture del debito (privato negli USA, pubblico in Italia) e delle regole opache (i derivati non regolati hanno favorito l’opacità della finanza). Sul piano politico, sono responsabilità più delle destre che delle sinistre. In Italia, ad es., è la destra che da almeno 15 anni tende a creare buchi nel bilancio pubblico (anche il bilancio per il 2009 fin dall’inizio era basato su ipotesi finanziarie dubbie; ed emerge più chiara la gravità sul piano economico della manovra elettorale di Berlusconi sull’Alitalia). E’ la destra che promuove l’opacità e l’indebolimento delle regole (depenalizzazione del falso in bilancio, ostacoli alle rogatorie internazionali, elogio di Berlusconi dell’evasione fiscale, limiti alle intercettazioni, tagli fortissimi al bilancio della Giustizia per il prossimo triennio, politicizzazione delle autorità garanti,della p.a., e ora anche del CSM). Ma la sinistra al governo, nel 2006-07, non ha saputo o voluto rilanciare le regole e le istituzioni, dunque oggi non ha sufficiente credibilità. Anche gli elettori, di qua e di là dell’Atlantico, sono responsabili di aver troppo a lungo tollerato i politici populisti, ammiccanti e con poco senso del bene pubblico, tutta comunicazione e niente sostanza. La lezione più importante è che il mondo non può continuare come ha fatto finora: se lo fa, va incontro a situazioni catastrofiche. E’ un mondo che si va riempiendo, sotto sotto, di stati nucleari, e dove stanno sparendo un’enorme varietà di forme di vita animale e vegetale. Un mondo inquinato, dove i nostri bambini si ammalano di asma e i nostri anziani di cancro… Una civiltà senza regole e che si disinteressa del futuro, è una civiltà destinata a crollare.

7 commenti:

PierGiorgio Gawronski ha detto...

P.S.: Contrariamente a quanto annunciato in un primo momento, la garanzia pubblica non è stata estesa alle obbligazioni bancarie. Meno male che ci sono gli inglesi, con la loro governance di qualità: stanno prendendo per mano l'Europa!

angelo ha detto...

caro piegiorgio,
non ce l’ho ovviamente con lei personalmente, ma faccio esercizio di dialettica.
certo ce l’ho a morte con questo partito democratico e i suoi dirigenti, ma questa è un’altra questione :-)
warning: di seguito mi sfogo un po’, senza misura.

>> No: nessuna soluzione - neanche mettere i soldi “sotto il cuscino” - è sicura. Conviene puntare sulle relazioni umane, per condividere i problemi che verranno.

molto veltroniano: qualcuno ha fatto scoppiare la guerra? anzi “è scoppiata” la guerra? che ce vuò fa? cerchiamo di essere buoni e di fare i soldatini, con spiritico cameratesco e nel rispetto delle convenzioni internazionali, però!
è come dire: si scopre che il bingo è truccato? che migliaia di persone hanno perso i loro soldi? e i bingo rischiano di chiudere perché la gente non ha più fiducia? andiamo a giocarci una terna, ridiamo fiducia al bingo perché si rinnovi! come direbbe totò? ma ci facci…

>>Il mondo rischia una recessione del 10%, perché il sistema finanziario globale è insieme il cervello e il sistema linfatico dell’economia globale. E il sistema finanziario per ora ha smesso di funzionare; e non sarà facile salvarlo (del tutto). Senza il sistema finanziario, l’economia reale non regge.

tutto da dimostrare: primo questo sistema finanziario non è un cervello, ma un modo di usare il cervello, diciamo una mentalità all’anglosassone, una mentality. che si è impadronita del cervello, questo sì. tra l’altro una mentalità dissennata, che sta facendo ammalare seriamente tutto il corpo (non c'è solo la salute finanziaria c'è anche la salute ecologica).

io per il mio lo vedo più come un virus che come un organo del corpo sociale.
si vuol dire poi qualcosa del genere che: il denaro è la linfa? non direi proprio. il denaro non ha sostanza, non ha valore intrinseco, in sé, oggi particolarmente, è solo carta, anzi numeri in un database.
non tutto il denaro poi è uguale, lei è un economista, “questo” denaro è una pura fata morgana, un’illusione. sono le nostre attività economiche la linfa e non hanno nulla a che vedere con “questo” denaro né con un sistema finanziario specifico.
questo non è il migliore dei mondi possibili. sorry.
anzi, senza “questo” sistema finanziario l’economia reale reggerà alla grande, si sentirà come rinata!

>>… nessuna banca al mondo può resistere: gran parte dei soldi semplicemente non ce li ha più, sono nei macchinari delle imprese che finanzia, rientreranno solo con gli anni. La nostra banca può difendersi prendendo a prestito dalle altre banche… a meno che la stessa crisi di fiducia non colpisca tutto il sistema.

il problema quindi è la crisi di fiducia, siamo noi: “noi stessi siamo i protagonisti spesso negativi”, non siamo delle comparse, le vittime, ma siamo spesso il protagonista negativo, il bad man del film. persino la commissione di inchiesta del congresso americano ha intimato a fuld di non fare i furbetto, perché è lui il bad man della situazione, i nostri invece ci rimproverano che siamo noi “spesso” i cattivi. bah!

>>È in bilico il nostro modo di vivere, la nostra civiltà. Perché la finanza è la premessa necessaria dell’economia di mercato.

anche qui: c’è civiltà e civiltà, non c’è una civiltà data per tutte: la nostra. e c’è finanza e finanza, non ci viene dal cielo questa finanza e non è una condanna eterna.
idem per l’economia di mercato, ce ne sono di diverse: perché proprio questa, che si dimostra mentalmente tarata?
lei ci dice che l’economia di mercato ha portato la civiltà al punto in cui è oggi; io dico invece che è la civiltà che ha portato (come un fardello, un parassita), l’economia di mercato al punto in cui è oggi.
ma anche qui dovremmo prima spiegare cosa intendiamo per “economia di mercato”. formuletta che in sé vuol dire niente e tutto.
anche nella germania nazista c’era economia di mercato, nel cile di pinochet, nella cina attuale c’è, per fare solo esempi.
soprattutto la troviamo al sommo grado negli usa del patriot act, per il quale è legale la tortura purché praticata con moderazione.

direi anzi che queste sono le civiltà che l’economia di mercato apprezza maggiormente e incentiva molto, molto fattivamente.

in ogni caso: c’è mercato e mercato, non facciamo di ogni erba un fascio.
questo mercato genera solo tossine che, dài e dài, stanno avvelenando il corpo dell’economia. lo fa da secoli ormai, l'avvicendamento incessante dei crac, dei panic, delle recessioni, delle guerre lo insegna.
è come una febbre malarica con crisi ricorrenti (e sofferenze per tanti e tanti), finché prima o poi…

>>Le banche americane hanno concesso mutui immobiliari fino al 100% del valore delle case in garanzia: se si fossero limitate al 70% (o ci fosse stata una regola), il crollo dei prezzi immobiliari non avrebbe prodotto tutte queste situazioni di insolvenza che sono all’origine della crisi.

ah, ecco, il colpevole è il crollo degli immobili, il disgraziato!
e la bolla immobiliare da dove nasce, da chi è stata pilotata? e ”la regola” come mai non c’è?
son cose che si danno per malaugurato caso, o fanno parte del “sistema finanziario”?
e le scelte della politica da dove vengono?

>>Gli speculatori, intanto, stanno aiutando le autorità: a loro vende la gente in preda al panico, alle “mani forti”, come Warren Buffet (che da solo ha salvato Goldman Sachs, sperando ovviamente di lucrarci negli anni).

san warren buffet? che salva goldman sachs come san giorgio di fronte al drago?
ma il ministro del tesoro paulson non era presidente e ceo proprio di goldman sachs prima di essere chiamato all’alto seggio? fatalità?
e poi goldman sachs è stata trasformata in una holding permettendole di accedere alle risorse pubbliche, della fed, per salvarsi (come banca di affari non poteva).
buffet quindi sa che ci sarà polpa (denaro pubblico) intorno alle ossa di goldman e come tutti gli avvoltoi… fa il suo mestiere, ovvio.
infatti ha dichiarato di aver fatto l’investimento solo in seguto all’approvazione del piano di salvataggio del congresso.
il denaro pubblico è dei contribuenti, che pagherà due volte il crac goldman, altroché “gli speculatori stanno aiutando le autorità”... dài!

>>Dovremmo rinunciare ai derivati, alla finanza moderna perché, come il laser, se usati male sono pericolosi? Anche il gas in casa se usato male è pericoloso... per fortuna ci sono le regole stradali, i controlli, gli esami per la patente: se togliessimo queste infrastrutture, cosa diventerebbero le nostre strade? Così è per la finanza.
Le colpe dunque non sono della finanza, ma di come è stata utilizzata; e dei politici che fanno troppi debiti pubblici e interessi privati, che cioè politicizzano le istituzioni, riducono la trasparenza, e piegano le regole al loro comodo (ad es. la supervisione del settore bancario sottratto alla FED dai Bush boys).


sorry, a me sembra esattamente il contrario: il problema è proprio che il codice della strada lo scrivono i pirati della strada. questo accade soprattutto negli usa, anzi.
lo dice anche il suo collega guido rossi (il gioco delle regole), che non mi pare venuto dai centri sociali.
i bush boys? e chi sono i bush boys se non i burattini della finanza? e la fed, gesù, chi la governa se non la finanza?
la finanza che la ha fortemente voluta, direi imposta, nel 1913.

poi: le colpe non sono della finanza ma da come è stata utilizzata? cosa vuol dire questa frase? che da qualche parte dell’iperuranio c’è una finanza buona e che dobbiamo aver fede in lei? la finanza è “questa” finanza! il problema dipende da come è stata utilizzata e da chi? dipende dai politici?
i politici sono i burattini della finanza, è la finanza che utilizza la politica, caro piergiorgio, non la politica che utilizza la finanza!
in italia abbiamo un esempio eclatante!
la finanza qui ha addirittura invaso il campo della politica in prima persona!
è come se moggi fosse stato eletto presidente della FIFA.

che tipo di finanza sia poi quella di cui stiamo parlando è inutile ribadirlo.
oggi finanza ed illegalità sono praticamente sinonimi, è un portato della globalizzazione (la letteratura in proposito è ormai sterminata).

>>Forse però sta giungendo il momento di comprare azioni: sembrano rischiose, ma offrono anche maggiori opportunità: la borsa italiana ha già perso il 50%, come anche molte borse asiatiche o sudamericane.

insomma la salvezza è nella logica speculativa: comprate adesso che poi ci guadagnate!
il saggio consiglio di rotschild: "compra quando il sangue scorre nelle strade, e vendi al suono delle trombe".
tipico ammonimento per il parco buoi.
infatti ascoltiamo la parte del consiglio di rotschild che lui non diceva pubblicamente: “se poi il sangue non scorre per le strade faccio io in modo che scorra”.

>>Ma forse la cosa più saggia l’ha detta il papa: investite in qualcosa di più solido del denaro, come le relazioni umane, le reti di solidarietà. Non costano nulla, riducono l’ansia e l’incertezza economica, sono piacevoli... e quando si perde il lavoro, ti salvano!

evviva ratzinger, lo stesso avrebbe detto anche la mia povera nonna, pace all’anima sua, che era tanto pia… e quasi con le stesse parole.
però mia nonna non aveva le pantofole firmate, come il papa.
ma allora, mi spieghi, come mai lo ior non è che investa in relazioni umane, sembra invece che stia da molti mesi investendo in oro. come la mettiamo?!
ah, sì, “qualcosa di più solido del denaro” l’oro appunto.
vabbeh che il vaticano nell’oro ci sguazza da saecula saeculorum…
tra di noi: evitiamo queste citazioni buone per le beghine :-)

>>Le lezioni da trarre…

insomma, ci dice ancora che la colpa è nostra: nostra perché siamo stati cucchi e perché abbiamo eletto i politici sbagliati – abbiamo “tollerato i politici populisti”.
in realtà noi non li tolleriamo, ma loro se ne fregano, appunto perché dietro di loro ci sono i poteri forti sella finanza (che controllano tutto, a partire dall'informazione)

“non è colpa degli speculatori, ma delle culture del debito”: gesù, e da dove vengono le culture del debito? non vengono da questo “sistema finanziario”?
non è il debito che fa girare l'enorme macchina finanziaria globale?
non sono coloro che ci hanno speculato alla grande, sul debito, che adesso esternalizzano i costi? sulla nostra schiena?
finanza e debito sono praticamente sinonimi, lo dice anche lei.

… la destra, la destra… la sinistra, la sinistra… e chi c’è dietro la destra e la sinistra? chi è che paga, insomma? da dove vengono i soldi?
piergiorgio, lo sa vero cosa sono i partiti politici oggi? cosa è la politica oggi?
lo sa che è la longa manu della finanza, vero? lo dicono gli accademici, i politologi, lei lo sa?
sì, lo sa bene.
inoltre ha partecipato a molti convegni in questi ultimi giorni, dove lo hanno detto e ridetto, anche alla bicocca mi risulta.

ma lo dice la storia e lo dice la cronaca: è il “sistema finanziario” che governa il mondo, altro che fole.
ed è ora di riprendeci in mano almeno la politica.

oh, se solo avessimo una sinistra!!
oh, se solo in italia ci fosse un partito democratico!

siamo molto incazzati, piergiorgio, siamo molto incazzati devo dire soprattutto con quelli come lei, che dovrebbero essere le forze nuove, fuori dal sistema e che ci raccontano sempre la solita storiellina soporifera per farci stare buoni e zitti. e non pensare.

non è una questione personale.

mi scuso, non la disturbo più e chiudo qui.
ho veramente esagerato :-)

good night and good luck (a tutti noi)

angelo

Unknown ha detto...

Beh, io su tante cose non me la sento di pronunciarmi e non mi ritengo abbastanza preparata.
Quello che vorrei capire, però, è soltanto questo. Le garanzie pubbliche chi le pagherà? Suppongo i contribuenti, come al solito, quella parte di italiani che paga le tasse. Pagheranno due volte, pagheranno il costo della crisi e quello del risanamento. Io penso che, come minimo, prima di concedere qualsiasi forma di aiuto alle banche occorrerebbe mettere in chiaro quale possa essere la contropartita di queste garanzie, quali vantaggi potrebbero derivare allo Stato e ai contribuenti ed occorrerebbe anche che venisse deciso "come e a vantaggio di chi" si dovrebbero utilizzare eventuali future ricadute positive. O dobbiamo sempre procedere sulla strada della socializzazione dei costi/privatizzazione dei guadagni?
Per vederla in positivo spero solo che questa crisi abbia mostrato che non si può andare avanti così, che occorra imporre regole più forti ed anche controlli maggiori, un intervento sulla finanza più diretto, più vigile e maggiori poteri da parte dello Stato e degli organismi preposti: banca d'Italia, consob e quant'altro.

angelo ha detto...

... e a proposito di donde viene il panico e perché.
o di chi comanda chi.
questione di governance?

http://www.youtube.com/watch?v=HaG9d_4zij8

cui prodest?

(la C del titolo scenario C viene dal c.d. piano C&R? :-)

PierGiorgio Gawronski ha detto...

Caro Angelo, capisco che ce l'ha col PD: veramente, molti di noi hanno gli stessi sentimenti, perché "lor signori" dicono e poi fanno il contrario; e uno si sente preso in giro. Ma se la prossima volta ci scrive un testo più breve e quindi più leggibile... avrà un numero di lettori superiore, il che mi farebbe piacere. Il punto è trovare tutti insieme una via d'uscita da questa ragnatela in cui noi italiani, senza accorgercene, siamo caduti.

Cara Isabella,
no, questa volta le perdite non vengono socializzate (come invece per lo scandaloso caso Alitalia). La destra aveva provato a prendere provvedimenti "furbetti" di quel tipo, ma in America i democratici e la stampa liberal si sono sollevati e hanno costretto Paulson a cambiare la sua proposta (quella poi bocciata dai @@#!!@ repubblicani alla camera, e reintrodotta al senato. E poi Gordon Brown ha preso per mano il mondo, come ho scritto subito su questo sito, e come ha sostenuto il giorno dopo Paul Krugman, e l'Europa ha seguito il competente PM inglese... Con risultati ottimi (sui mercati). Anche l'Italia si è adeguata vedi il link:

http://www.corriere.it/economia/08_ottobre_13/stanziamenti_governi_europei_d2bb5b64-9925-11dd-bf8a-00144f02aabc.shtml

Quanto ai benefici, sono enormi, perché il crollo del sistema finanziario non è come l'Alitalia, non è una singola impresa che fallisce (giustamente), ma è il crollo di un intero sistema produttivo: milioni di disoccupati in più in ciascun paese EU. No, questa volta i provvedimenti Europei sono talmente buoni che persino Paulson ha adattato (notizia di oggi) il piano USA al modello EU.

PierGiorgio Gawronski ha detto...

Un buon riassunto delle cause della crisi è questo (NYT) del 18 Ottobre:

The current financial crisis comes from a conjunction of three major trends, common to many countries and to a wide variety of financial institutions.

The first trend was a positive one: an enormous growth in wealth that needed to be moved into investments. ...Ben S. Bernanke wrote of a “global savings glut,” particularly from Asia. ...

Of course, more wealth is a good thing overall, but the question is whether that wealth has been invested in an effective and prudent way.

This leads us to the second trend, the greater willingness of both individuals and financial institutions to take on risk. This trend has shown up in many areas, including real estate, derivatives markets, loans..., and overpriced equities. Heavy debt, particularly in financial institutions, created a low margin...

Greater risk-taking was driven by investor hubris and collective delusion. ... People pursued profits rather than prudence because their minds and emotions were geared to expect further rewards.

The third component has been weak governance and oversight. That includes inadequate control and monitoring by shareholders, regulators, creditors, accounting systems and ratings agencies, among others. Most people, including informed insiders, simply did not understand the systematic risk that financial institutions were accepting. ...

The end result was that both markets and governments failed miserably

Anonimo ha detto...

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